Un fiume di fango rosso. Un disastro minerario travolge il Brasile

Questo è quel che resta di Bento Rodriguez, piccola frazione rurale del municipio di Mariana, nello stato di Minas Gerais, Brasile. Il 5 novembre è stato travolto da un’alluvione di fango rosso provocato dalla rottura di due dighe presso una miniera di ferro, appena a monte: oltre 62 milioni di metricubi di acqua e scarti tossici hanno spianato il villaggio, lasciando finora 8 morti, almeno 21 dispersi, e oltre 500 sopravvissuti senza un tetto. E anche una scia di proteste e di accuse verso la compagnia mineraria.

Brazil's President Dilma Rousseff (L), accompanied by Governor of Minas Gerais state Fernando Pimentel (R), looks out of a plane during a flight over the areas hit by the collapse of Dams Fundao and Santarem, near the city of Mariana, Minas Gerais, Brazil November 12, 2015. REUTERS/Roberto Stuckert Filho/Brazilian Presidency/Handout via Reuters

La presidente brasiliana Dilma Roussef sorvola la zona di Bento Rodrigues, giovedì 12 novembre.

La presidente brasiliana Dilma Roussef ha  annunciato una multa «preliminare» di 250 milioni di reais (66,3 milioni di dollari) per la compagnia Samarco Mineração, proprietaria della miniera.  Gilberto Occhi, ministro per l’integrazione nazionale, ha detto che il governo adotterà «un modello di risarcimenti e sanzioni simile a quello adottato negli Stati uniti dopo il disastro nel Golfo del Messico nel 2010».

Samarco  è una joint venture locale tra la anglo-australiana Bhp-Billington e la brasiliana Vale, due tra le più importanti multinazionali minerarie al mondo.

Mercoledì sera i direttori esecutivi delle due compagnie, dopo aver pure loro sorvolato la zona, avevano tenuto una conferenza stampa per esprimere le scuse («Siamo impegnato al cento per cento a fare il possibile per riparare», ha detto Andrew Mackenzie, direttore esecutivo di Bhp Australia).

 

Ma forse è meglio tornare alla scena del disastro, per capire di cosa stiamo parlando. La miniera della Samarco  si trova pochi chilometri a monte del municipio di Mariana.

Bento Rodrigues, dopo il disastro

Bento Rodrigues, dopo il disastro

È una grande miniera a cielo aperto, 1.800 dipendenti, diversi siti di scavo da cui si estraggono circa 30 tonnellate all’anno di minerale ferroso. Una miniera produce una grande quantità di reflui, che qui sono raccolti in invasi chiusi da tre dighe successive.

Nel pomeriggio del 5 novembre due di queste, le dighe Santarem e Fundão, sono collassate. Il villaggio di Bento Rodriguez si trova poco più di due chilometri a valle: i responsabili dell’azienda dicono di aver subito sorvolato la zona con elicotteri per avvertire dell’incidente, ma l’ondata di fango e detriti si è abbattuta su quelle case a grande velocità.

Le testimonianze, e le fotografie, descrivono una massa di terra e fango rosso che non ha lasciato scampo. Su 180 case del villaggio, 150 sono distrutte. Tra morti e dispersi ci sono 13 lavoratori della compagnia mineraria (o di imprese esterne in appalto).

La ricerca dei dispersi a Bento Rodrigues

La ricerca dei dispersi a Bento Rodrigues

L’ondata di fango ha proseguito la sua corsa, da un affluente all’altro: l’8 novembre era arrivata a Ipatinga, città mineraria 229 chilometri più a valle, sul fiume Doce; il giorno dopo era a Governador Valladares, 328 chilometri di distanza. Sul passaggio, decine di municipi hanno dovuto sospendere la presa d’acqua per i loro acquedotti (migliaia di persone sono rimaste a secco) e avviare analisi per capire se e in che misura il fiume è contaminato.

Secondo le cronache, tra i sopravvissuti ora ospitati in case e cambi sportivi di Mariana circolano informazioni contraddittorie: i vigili del fuoco consigliavano di evitare il contatto con quel fango carico di reflui tossici. I responsabili della Samarco continuano a negare che ci sia un pericolo di tossicità, ma nel Rio Doce i pesci cominciano a morire.

Così, mentre la ricerca dei dispersi continua (e nessuno ormai spera di trovarli vivi), le polemiche sono scoppiate.

La multa annunciata ieri è solo la sanzione che l’ente federale per l’ambiente (Ibama) esige per l’inquinamento del fiume e i danni provocati alle aree urbane. Ma non è finita qui; l’avvocatura dello stato sta preparando azioni penali e richieste di risarcimento per un miliardo di dollari, riferiva ieri la stampa brasiliana.

«Vale e Bhp sono state del tutto inadeguate in termini di prevenzione,  dimostrando una totale mancanza di attenzione per le vittime», ha dichiarato Sandra Cureau, assistente del Procuratore generale federale a Brasilia. La Procura dello stato ha annunciato anche una revisione speciale sulle altre dighe di impianti minerari.

Ora la Procura dello stato ha sospeso la licenza alla Samarco, e ha ordinato di pagare da subito un mensile alle famiglie colpite – anche prima che siano definiti risarcimenti più definitivi. L’azienda sta intanto provvedendo a cibo, alloggio e cure per i sopravvissuti.

Questo non basta a placare l’amarezza dei sopravvissuti, né le critiche di abitanti, enti locali, ambientalisti. Lunedì nel centro di Mariana alcune decine di persone, studenti dell’università federale di Ouro Preto e operai metallurgici del sindacato Metabase, hanno marciato in corteo fino al tribunale per chiedere giustizia. Parlano di tragedia annunciata, chiedono indagini.

 

Non è ancora chiaro perché le due dighe siano collassate. I direttori esecutivi di Bhp, Andrew Mackenzie, e di Vale, Murilo Ferreira, hanno detto mercoledì che la priorità è salvare vite e aiutare i sopravvissuti, poi indagheranno le cause del disastro.

Però cominciano a circolare notizie poco rassicuranti: nell’invaso andavano a finire più reflui di quanti poteva contenerne? In effetti la compagnia stava intensificando la produzione (a quanto pare per compensare il crollo del prezzo del ferro sui mercati internazionali).

La produzione mineraria è la terza industria brasiliana, e la miniera di Bento Rodrigues fa circa il 10 per cento dell’export brasiliano di ferro. Per Bhp rappresenta il 6 per cento del ferro prodotto e il 3% dei profitti del gruppo – i giornali finanziari seguono con attenzione la vicenda, beninteso dal punto di vista dei valori azionari (che scendono), e di risarcimenti: con che cifra se la caveranno le due aziende?

@fortimar

One thought on “Un fiume di fango rosso. Un disastro minerario travolge il Brasile

I commenti sono chiusi